LETTERA SPEDITA AL QUOTIDIANO L'ADIGE E PUBBLICATA IL 17-03-2011.
La parte in viola è stata omessa.
Gentile Direttore,
scrivo in merito all’articolo apparso ieri sul Suo quotidiano riguardante l’inchiesta sul giro di prostituzione minorile in Valsugana.
Come presidente di un’associazione che da anni si occupa di combattere il fenomeno del turismo sessuale con minori e, più in generale, lo sfruttamento sessuale e la prostituzione minorile, non posso che accogliere con favore la notizia della retata dei Carabinieri di Borgo, che hanno saputo sventare un traffico ignobile di sfruttamento della prostituzione minorile. Devo, però , anche esprimere rammarico per aver visto verificarsi ciò che come associazione abbiamo spesso denunciato, cioè il rischio che aumenti il numero di coloro che ricercano sesso a pagamento con minori non solo nei paradisi esotici, ma anche qui da noi.
E’ necessario quindi un cambiamento culturale che riporti noi adulti ad una concezione dei minori come dei soggetti da tutelare e da educare, per offrire un futuro dignitoso, anche a coloro che si lascerebbero ”comperare” dal denaro.
In questo è fondamentale la collaborazione di molti soggetti: genitori,educatori, politici, forze dell’ordine e …. giornalisti. Dall’articolo in questione emerge una visione riduttiva del fenomeno della prostituzione minorile. Invece di porre l’accento su come la ragazza minorenne si sia volontariamente avviata alla prostituzione per una smodata voglia di soldi e successo forse sarebbe stato auspicabile indagare più a fondo il contesto dal quale proveniva questa ragazza e porre maggior enfasi sul fatto che il rapporto tra dei clienti e una minorenne non può essere considerato paritario: se nel nostro Paese il sesso a pagamento con minori è un reato, a prescindere dal consenso della minore, è perché si ritiene, giustamente, che un/a minorenne non possa attuare una scelta pienamente consapevole, ma abbia ancora bisogno di essere guidato/a e protetto/a dagli adulti.
Leggendo l’articolo si ha quasi l’impressione che se il sesso con minori non fosse un reato punito per legge sarebbe solo la ragazza da biasimare, discolpando chi richiede le sue prestazioni.
Impressione confermata dal fatto che il Suo giornale, non ha esitato a esibire le foto della ragazza che, piaccia o non piaccia, per la legge è la vittima.
Neva Fabris, presidente del Coordinamento Trentino contro il Turismo sessuale con minori
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